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Lo sfogo di Georgia Luzi: “Quando un collega mi lanciò una sedia”

Georgia Luzi affida al suo profilo Instagram il raconto di un episodio lavoratico di violenza. E il suo riferimento a chi ora, versa lacrime di coccodrillo, ha fatto pensare molti follower a Pierluigi Diaco, che ha confessato tra le lacrime che i suoi eccessi verbai erano richieste di aiuto, di chi svolge con passione il proprio mestiere.

“C’è chi sceglie il silenzio.
E chi decide di esporsi.
E ad entrambi va il mio rispetto.”

 

Inizia così il post di Georgia Luzi, che racconta: “In quel momento…ho scelto di non “denunciare” almeno pubblicamente (ho continuato a lottare ogni giorno in silenzio, la testa non l’ho mai piegata). Sapevo a cosa sarei andata incontro e ho avuta paura. Paura di perdere il lavoro, di non essere creduta, di essere donna in un mondo di uomini. Perchè alle donne che scelgono di dire di “no” vengono fatte le pulci, ne vengono contestati i tempi e i modi (“come mai hai scelto di parlarne adesso e non prima?” “Ma non lo sai che i panni sporchi si lavano in casa???”) e così da vittime passiamo a carnefici.”

La conduttrice, a questo punto, fa riferimento a un collega specifico: “Queste persone sono le stesse che giustificano la propria condotta (meschina) con il “troppo amore” che mettono nelle cose che fanno. Il troppo amore…(un po’ come quelli che ti picchiano perché ti amano troppo). Quindi, quelli educati e perbene per far capire quanto ci tengono al proprio lavoro, devono insultare qualcuno. Quindi, vale tutto?! Eh no. Minacce, urla, parolacce non valgono. Arroganza, presunzione, violenza verbale, non valgono.”

Poi Georgia racconta l’episodio: “E allora mi viene in mente quando un “collega” mi lanciò una sedia.
E solo per aver espresso il mio parere. Fortunatamente il “caro collega” aveva sì un ego spropositato, ma anche una mira scarsissima.
Mi ribellai… e nel tempo ho pagato le conseguenze anche di quello.
Ancora oggi dà fastidio e fa paura che una donna abbia una testa pensante, abbia un’opinione e le sia data anche la libertà di poterla esprimere.
Non permettete a nessuno di dirvi cosa potete o non potete dire, abbiate coraggio e siate gentili. Il loro “potere” è nulla di fronte alla vostra fierezza.
E invece delle lacrime di coccodrillo, basterebbe portare rispetto. Perché siamo tutti UGUALI.
P.s. ora direte che sto a rosicà in quanto attualmente non sto lavorando ad un programma; lo aggiungerò alla lista dei motivi per cui rimanere in silenzio.”

Fonte: Tvzap

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